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Alula

EPP Handlaunch Glider

 

Dal primo giorno che ho volato con i dlg sono andato alla ricerca di un po’ d’adrenalina

con qualche acrobazia e conoscendo il prezzo dei modelli da f3k il rischio era alto.

Un giorno sbirciando tra i siti americani mi sono imbattuto in uno schiumino in EPP

dalla sorprendente maneggevolezza “ALULA”, il problema era: avrebbe funzionato con

dinamiche e termiche molto più leggere di quelle californiane?

Dopo aver contattato l’ideatore del modello (Michael Richter) ed aver constatato la leggerezza di ALULA

mi sono deciso ad ordinarlo.

Il modello è arrivato dopo 3 settimane per problemi di troppe ordinazioni, ma comunque

in buone condizioni ed ad un prezzo molto abbordabile.

Nell’aprire la scatola noto subito la troppo elasticità delle 2 semiali, ma vedrò più avanti

che il problema verrà ottimamente risolto con un ingegnoso sistema.

Tra i particolari inclusi nel kit ho trovato:

2 semiali

1 fusoliera grezza

2 timoni

2 tiranti in carbonio per alettoni

2 squadrette

6 rinforzi in carbonio per le ali

2 snodi in alluminio per squadrette servi

2 bacchette in carbonio per fissaggio timone + innesto

1 manuale in inglese.

 

Per terminare il modello mi servirà:

1 micro ricevente graupner xp10

2 micro servi graupner c261

colla 5 minuti

colla spray

nastro adesivo fibrato

materiale per copertura: nastro da pacchi o sottile film adesivo

4 batterie 350mA NiMH

 

COSTRUZIONE

Ho iniziato carteggiando le semiali per eliminare le imperfezioni, intestandole per ottenere il

giusto diedro di 15-18 mm per lato.

Per irrobustirle ho infilato nelle apposite fessure 4 fili di carbonio da 1mm, imbevuti di colla e precedentemente appuntiti su un lato, ponendoli nelle controsagome fino ad asciugatura completata

in modo da essere sicuro che la forma finale fosse esatta.

 

 

A lavoro finito la consistenza delle semiali è notevole, quindi ho carteggiato eventuali residui di colla e pulito il tutto con uno straccio imbevuto di alcool.

Per la copertura Michael Richter consiglia di usare nastro adesivo trasparente, ma io ho preferito

usare del sottile film adesivo colorato fornitomi dalla “bottega creativa” e, per rendere più tenace l’incollaggio dell’adesivo, ho spruzzato della colla spray sull’epp.

Dopo aver ricoperto e fissato gli alettoni ho proceduto con la delicata operazione di incollaggio

delle semiali mantenendo il diedro come da istruzioni (15-18mm per lato); per irrobustire l’incollaggio ho inserito gli altri 2 rinforzi in carbonio tra le 2 semiali.

 

 

Per quanto riguarda la fusoliera ho dovuto tagliare il materiale in eccesso con una lametta molto

affilata (l’EPP non è facile da lavorare come il comune polistirolo) e poi carteggiare con varie grane

fino ad ottenere una forma tondeggiante e affusolata; per rivestirla con il termoretraibile ho usato

4 spicchi separati di film in modo da non fare pieghe.

 

 

Per unire la fusoliera all’ala Michael consiglia di usare colla a caldo, ma trovandola pesante e veloce

nell’indurire, ho preferito usare epoxy 5 minuti; prima di incollare però ho dovuto ricavare la sede

per i 2 servi nell’ala in modo da poter lavorare più apertamente.

Una volta incollati fusoliera e servi con epoxy 5 minuti ho utilizzato i 2 snodi in alluminio e le 2 bacchette in carbonio forniti nel kit per completare il collegamento tra alettoni e servi, unendo il tutto alle squadrette con l’ottimo sistema della guaina termoretraibile (sistema usato anche nei modelli indoor vista la sua leggerezza).

 

 

Infine ho fissato le 2 bacchette in carbonio al timone in depron da 3mm usando nastro adesivo in fibra; il tutto andrà inserito in un innesto plastico incollato tra i 2 alettoni in modo da poter smontare la pinna stabilizzatrice per facilitarne il trasporto e la sostituzione in caso di rottura.

 

 

In quanto a finiture estetiche ho aggiunto: una copertura in pvc da 0.8 per il vano ricevente e un

musetto termoformato di facile rimozione per coprire il vano batterie.

Il fatto di non aver risparmiato peso ha portato l’ago della bilancia a 145g contro i 130g consigliati,

ma si sa che a volte anche l’occhio vuole la sua parte.

Per realizzare il musetto ho creato un calco in gesso immergendo la punta del modello direttamente

nel gesso liquido; a solidificazione completata ho estratto ALULA e, dopo aver incerato la cavità,

l’ho riempita con altro gesso, creando così un campione esatto del musetto su cui ho termoformato,

con la tecnica del vuoto, del pvc colorato da 0,6mm (piatti di plastica).

 

   Le fasi di termoformatura del musetto

 

 

DATI TECNICI:

   Apertura alare:              860mm

                                                          Lunghezza totale            520mm

                                                          Peso in ordine di volo    125-140g

 

L’IMPIANTO RADIO

L’elettronica di Alula si compone essenzialmente di una ricevente con almeno 3 canali, 2 servi c-261 oppure hs-55 ed un pacco batteria formato da 4 celle da 350mA. Ed è proprio l’alimentazione a volte la parte più delicata dei DLG visto che su questi modelli è fortemente sconsigliato l’uso di interruttori a causa delle sollecitazioni a cui vengono sottoposti. Per evitare spegnimenti accidentali durante lancio o atterraggio o, peggio ancora, dimenticarsi di accendere la ricevente, ho adottato l’ingegnoso e pratico sistema a jack:

riassumendo si tratta di una piccola presa jack inserita nella fusoliera.

Questa presa ha una duplice funzione: la prima come interruttore per la ricevente, la seconda come collegamento per la carica delle batterie.

Quando si inserisce nella presa un jack maschio la ricevente si scollega e contemporaneamente dallo stesso punto si possono caricare le batterie; viceversa, senza “pesce chiave”, il modello è funzionante, quindi lanciare Alula con la ricevente spenta è praticamente impossibile dato che si noterebbe subito uno strano “pesce chiave” penzolare dal musetto e tutti vi chiederanno se è il pilota!

 

 

 

 

 

CENTRATURA

A modello finito il CG risulterà a 25mm dal bordo d’entrata dell’ala, 1mm in più o in meno sono

importanti viste le dimensioni dell’ala, personalmente non ho dovuto aggiungere peso ma ho notato che in caso di forte dinamica 2-3g di piombo in punta rendono ALULA più veloce e divertente ; nel caso invece si volessero sfruttare le deboli termiche della pianura è meglio rimanere con il peso

totale sotto i 135g.

Come regolazioni di base ho usato: 5-6mm di movimento totale per il profondità e 10-15mm per il

direzionale; vista la sensibilità del profondità consiglio di usare un’esponenziale del 60-70%, in

modo da avere tutta la corsa possibile solo a fine stik per le manovre acrobatiche e per il combat.

Sul telecomando ho impostato una fese di volo con modalità lancio per avere una giusta direzione

e rateo di salita.

Per chi snobba esponenziale e fase di volo voglio ricordare che le radio che usiamo sono nate per

soddisfare al meglio le nostre esigenze personali e, visto le innumerevoli funzioni che ci mettono a

disposizione e i soldi che costano, è meglio sfruttarle al massimo.

 

 

 

 

COLLAUDO

Eccomi finalmente al collaudo di ALULA: come ogni DLG i primi lanci li ho effettuati con il semplice lancio del giavellotto per controllare che tutto fosse a posto per poi passare al lancio del disco.

Vista la mancanza di appendici alari per la presa basta semplicemente stringere tra pollice e indice

la parte finale dell’ala e rilasciare il modello dopo la classica rotazione che in questo caso non è

obbligatoriamente di 360°: vista infatti la leggerezza del modello basta una piccola frustata con il braccio nella direzione del lancio desiderata (che dovrà essere sempre contro vento).

 

         

 

Forzando al massimo sono arrivato ad una quota di lancio di 30m … non male se penso che si tratta di

uno schiumino di 80cm di apertura alare per 145g di peso!

Se poi vogliamo fare un confronto diretto con un long shot da F3K i tempi di volo parlano chiaro:

con poche condizioni di termiche 90 secondi per long shot e 55 per ALULA.

Considerando la minor quota di lancio di ALULA (circa 10m in meno) le acrobazie spensierate e gli atterraggi precisi (sempre in mano) un bel 7 in pagella non glielo leva nessuno.

 

                        La sequenza di lancio in centro a Verona

 

 

MODIFICA ALULA 2

Per chi vuole migliorare le già buone capacità veleggiatrici di ALULA consiglio di effettuare una piccola modifica, già ampiamente collaudata dal costruttore, che consiste nel separare gli alettoni dal profondità tagliandoli circa a metà ed aggiungendo un servo.

 

         

 

In pratica gli alettoni vengono comandati da 2 servi posti nelle ali mentre il profondità da un altro servo inserito nella fusoliera il cui comando si sdoppia in una Y che si collega solo alla parte centrale degli alettoni.

Nonostante il leggero aumento di peso, dovuto al servo aggiunto, il volo risulterà più pulito e con meno perdita di quota e, mentre prima avevamo tra le mani un modello con un unico settaggio, adesso possiamo modificare il profilo e quindi l’efficienza in base alle condizioni, riuscendo così a velocizzarlo o addirittura frenarlo.

 

 

 

A sinistra ALULA equipaggiato con il ram altilogger

In centro ALULA DS in fibra

A destra il più leggero della famiglia

 

 

CONCLUSIONI

Se penso che più di un anno fa ordinai  il primo modello semplicemente perché mi piaceva la sua forma simile ad un volatile e si lanciava a disco in modo da usarlo come allenamento per le gare di F3K!!! Non immaginavo neanche lontanamente che avrebbe avuto un successo “mondiale”: basta infatti provare ad ordinarlo adesso da Michael Richter (email: michael@dream-flight.com  internet: www.dream-flight.com ) per capire che bisogna armarsi di molta pazienza viste le numerose richieste da tutto il mondo.

Così ho deciso di metterci del mio realizzando degli alula in fibra, più pesanti e poco performanti in pianura, ma vista la loro rigidità strutturale, in grado di affrontare le condizioni più estreme: il tutto condito con i complimenti dell’ideatore del piccolo ma divertentissimo modello.

In definitiva possiamo definire ALULA un ottimo modello da tenere sempre in macchina vista la sua robustezza, il timone smontabile e la possibilità di volare anche in dinamiche generate da un argine di un fiume.

 

PRAGA MICHELE

pragamichele@aliceposta.it